Dolore cronico e ipnosi

La sensibilizzazione centrale è la causa di quello che viene definito come DOLORE CRONICO. Essa spiega il fatto che un dolore possa essere indipendente da una causa periferica attiva, cioè che il dolore possa venire percepito anche in ASSENZA di DANNO TISSUTALE reale.

Dolore cronico e ipnosi - Life Evolution SystemCredo sia importante parlare di SENSIBILIZZAZIONE CENTRALE, quel meccanismo che rende un dolore cronico.
La sensibilizzazione centrale è la causa di quello che viene definito come DOLORE CRONICO. Essa spiega il fatto che un dolore possa essere indipendente da una causa periferica attiva, cioè che il dolore possa venire percepito anche in assenza di danno tissutale reale.

Il dolore cronico infatti è un dolore che perdura nel tempo, spesso anche molto tempo dopo quella che è la guarigione della parte colpita dal danno tissutale e si attiva anche in assenza di effettivi stimoli dolorifici.

Questo non significa che il dolore cronico non sia reale, altroché se lo è! Semplicemente significa che non è causato da un attuale danneggiamento del corpo, bensì dalla “memoria” del nostro cervello.

Nel dolore cronico, quello che sarebbe un normale stimolo innocuo (come una pressione, uno sfregamento, un movimento e così via) invece di venire percepito per quello che è, viene interpretato dal cervello come un danneggiamento del tessuto, cioè il cervello si comporta come se il corpo fosse ancora danneggiato anche se non lo è. Ecco che “qualsiasi cosa facciamo”, anche la più banale, o “comunque ci muoviamo”, avvertiamo dolore. Questo perché il cervello ha appreso come comportarsi (anche al livello della sensibilità) quando aveva quel determinato danneggiamento e, ormai, resta nel suo schema.

Questo avviene appunto poiché il nostro Sistema Nervoso Centrale può sensibilizzarsi e apprendere, oltre che modificarsi in relazione agli stimoli che subisce.

Ci sono tre meccanismi principali che portano a questo:

  1. plasticità (legata alle sinapsi, cioè i collegamenti tra i neuroni. Quando esse aumentano c’è apprendimento)
  2. cambiamenti biochimici nel corno posteriore del midollo spinale
  3. stimolazione sincrona tra due neuroni che ne aumenta la loro connessione.

Mentre i secondi due meccanismi richiedono tempi più lunghi e la ripetizione dello stimolo, un po’ come il muscolo del culturista che ha bisogno di tempo ed esercizio per crescere, la plasticità è più rapida e si adatta prima.

La plasticità del cervello, cioè la capacità di apprendere cose nuove e adattarsi, ci permette di imparare tutte le cose nuove che ci si presentano sin da prima della nascita. Grazie alla plasticità puoi imparare come muoverti, come parlare, come andare in bicicletta, e così via. Ma questa plasticità si applica anche al dolore: il cervello impara ad avere dolore e diventa più efficace anche in questo. Ciò significa che è possibile sentire dolore anche in assenza di uno stimolo dolorifico, cioè in assenza di danno tissutale, se hai appreso come si fa, cioè se hai avuto dolore (dato dallo stimolo o dal danneggiamento effettivo) per un tempo necessario ad “apprenderlo”.

Faccio l’esempio di una frattura al piede, che ovviamente fa molto male e dura nel tempo, ma che anche una volta tornato sano (con tutte le strutture perfette) continua a produrre un dolore che non si spiega (almeno non in riferimento al piede). Dando per scontato che il piede sia effettivamente tornato sano, anche con le migliori tecniche di fisioterapia non si riscontrano risultati significativi, cioè il dolore non cessa. E il bello è che vale anche se si usa un antidolorifico o un anestetico locale sulla zona dolente (che, appunto, “spegne” il segnale periferico). Ma i casi più frequenti in assoluto di dolore cronico sono, sia statisticamente nel mondo che tra i miei pazienti, quelli legati al mal di schiena. E, alla luce di quanto scritto, non c’è da meravigliarsi che molti antidolorifici (pomate, pillole o iniezioni) non funzionino. Questo perché il dolore non è lì, in periferia, ma nel Sistema Nervoso Centrale, annidato nel cervello.

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Attraverso le immagini e la spiegazione potrai approfondire l’argomento.

Uno dei modi di lavorare su questo problema è l’ipnosi

Quello che io faccio è sfruttare esattamente la stessa plasticità del Sistema Nervoso Centrale, per fare apprendere qualcosa di diverso dal dolore: riscrivo l’informazione e offro un’alternativa che ristabilisce lo stato iniziale. Offro cioè un apprendimento alternativo e sostanzialmente utile, che il Sistema Nervoso Centrale accetta facilmente per due motivi:

  1. perché è più conveniente, cioè non costa energia inutile per essere mantenuto e rispetta i principi fisiologici del corpo
  2. perché l’ipnosi è uno stato in cui l’apprendimento risulta estremamente facilitato essendo uno stato in cui le sinapsi (collegamenti tra i neuroni) tendono ad aumentare rapidamente di numero. Questo perché il cervello funziona in modo “diverso” rispetto al solito (sono “accese” contemporaneamente aree che riguardano sia il sonno che la veglia, mentre altre sono “accantonate”). Si può dire che l’ipnosi sia un momento di apprendimento estremamente facilitato, dove la plasticità è esaltata. Tanto è vero che durante l’ipnosi si possono dare suggestioni particolari, come analgesia o altro (come leggerezza).

Ciò mi permette di riscrivere l’informazione del dolore del Sistema Nervoso Centrale, modificandola, attenuandola o semplicemente facendola scomparire (se non necessaria). Se è possibile (e lo è) anestetizzare una parte del corpo umano sano anche in presenza di uno stimolo dolorifico REALE (come un ago o altro), che dire quando lo stimolo non è reale, come avviene nella sensibilizzazione centrale? Si potrebbe addirittura dire, in modo puramente gioviale, che siamo già in una condizione simile all’ipnosi analgesia ma al contrario: abbiamo “suggestione” di un dolore anche in assenza di uno stimolo. È ovvio che il dolore che abbiamo è reale, cioè percepito come tale, ma sta di fatto che la causa sta nel sistema centrale e non nella periferia.

In questo caso, secondo la mia esperienza concreta, può essere sufficiente (e ne ho ampiamente spiegato il motivo) anche una sola seduta di ipnosi per liberarsi di quel dolore centrale (reale, ma senza più causa esterna del danno). Questo perché il cervello apprende, e durante l’ipnosi apprende molto bene e in fretta. In questo modo spesso risolvo problemi di dolori cronici, per i quali le persone si rivolgono a me, con una seduta o poco più. Se il dolore è veramente di tipo centrale “puro” non si ripresenterà più, mentre se è di altro tipo, cioè legato a effettivo danneggiamento, semplicemente si potrà anestetizzare durante l’ipnosi e modificarne qualità, intensità e quantità per la fase post ipnotica al fine di migliorare la situazione e prevenire futuri dolori cronici. Molti “mal di schiena”, lombalgie, dolori post frattura e i dolori cronici in genere, spesso sono “puramente” legati alla sensibilizzazione centrale. In questo caso il risultato con l’ipnosi è garantito! Ovviamente non è l’unico strumento che esiste, e certamente non è l’unico che utilizzo. Però ho voluto parlarne per mostrarne il grande potenziale.

Quando poi la causa del dolore è di natura diversa da quello cronico il lavoro da fare sarà chiaramente di altro tipo: fisioterapia, con tutte le diverse possibilità, attività fisica, ecc.. Ma anche in questo caso l’ipnosi potrà essere un ottimo strumento per migliorare la situazione.

Qui di seguito puoi trovare un articolo molto interessante e approfondito specifico sulla sensibilizzazione centrale:
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Dott. Lorenzo G.

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